Dizionario glamour
No commentsRecentemente Dagospia ha pubblicato in due puntate il Dizionario Glamour (1, 2), messo assieme da Pietrangelo Buttafuoco e Giuseppe Sottile, due giornalisti di Panorama. Lo scopo del dizionario è spiegato chiaramente nell’introduzione:
Questo dizionario è una guida a uso della persona di glamour per meglio cavarsela in situazioni di lusso, per esempio quelle difficili conversazioni tra persone alla moda che l’indimenticato Mario Merola chiamava uomini chic e femmine pittate. Ovviamente in queste poche pagine troverete aggiornata la fenomenologia del costume italiano, quello di recente conio.
Alcune voci risultano per me incomprensibili, evidentemente non sono sufficientemente glamour, mentre altre sono veramente spiritose. Ne copio qui alcune tra le mie preferite.
Almodóvar
«Adesso non venite a dirci che è Malgioglio il nostro Almodóvar».
Articolo
Non commentare mai un articolo, se incontrate il giornalista dite così: «Ti leggo sempre».
Beneficenza
«Non ce n’è mai abbastanza».
Benigni
È il collega della Gregoraci. Fa parte della scuderia di Lucio Presta. Magari passa con Lele Mora.
Calendari
Cheap quelli delle forze dell’ordine. Assolutamente volgari quelli con le veline («Si trovano solo negli studi degli ingegneri»). Appendere al muro solo quelli equosolidali. «Toccante e bellissimo quello con i diversamente abili». «Niente male quello con le scrittrici. Le Fate ignoranti». «Ottimo i “Caffè storici”, ancora meglio quello di Smemoranda».
Compagno
Pio Pompa ha il difetto nel cognome ma ha dichiarato di votare comunista. «È un compagno». «Anche Magdi è stato un compagno». «Compagni dei campi e delle officine…». «Cittadini e compagni di Agramonte, dunque qual è la vostra spassionata opinione riguardo al comportamento della baronessa Cefalù?». «Bottana è!». «Anche Prodi usa la parola compagno». «Anche Placanica, il carabiniere del G8, difende Giuliani: semina dubbi sulle manovre. È diventato un vero compagno».
Daria
Le sue Invasioni barbariche sono una delle poche cose da guardare in televisione. Fatevi invitare. Rinunciate perfino a Porta a Porta.
Disservizi
Ne può parlare solo Margherita Hack: «Che strazio i cessi delle Ferrovie dello Stato». Se lo dicesse chiunque altro sarebbe ovviamente una banalità cheap.
Fica
Vuoi mettere con la bellezza del culo? «Massimo Fini preferisce le mutandine».
Furbetti
Alla fine Ricucci è risultato il più simpatico. Non doveva attentare alla libertà di stampa, ecco, quello proprio no. «Che se ne faceva della scalata di via Solferino, non gli bastavano gli appartamenti di Corviale?».
Gay
Ha ragione il maestro Isotta. È parola piccolo-borghese, tipico eufemismo da mezzacalzetta. Molto meglio dichiararsi recchia. Solo che non si può dire, cioè: si deve dire sempre gay. Ed esserlo (nei limiti del possibile). «Una volta si chiamavano invertiti, oppure capovolti. Scientificamente, invece, pederasti. Insomma: era il terzo sesso».
Hobby
Solo i cummenda hanno hobby. L’uomo di glamour rifugge trapani, zappette e cappellucci per la pesca. Gli hobby fanno molto casetta con sette nani nel giardino e comizio di Renato Borghezio. La signora del glamour piuttosto fa decoupage equosolidale.
Kebab
Mangiarlo, non dirlo.
Intercettazioni
Frase di circostanza: «Siamo tutti intercettati». Ronzii sospetti. «Il mio telefono è pieno di ronzii sospetti». «Cossiga riesce a intercettare i suoi intercettatori».
Lapo
Argomenti di conversazione: «Ammirevole come è saputo venire fuori da quella storia. È un genio. È lui che decide la comunicazione FIAT. Il protagonista di Capri somiglia molto a Lapo. Lapo controlla Moggi. Lapo è il penultimo jetsetter». «Non risulta nell’elenco della scuderia di Lele Mora».
Malgioglio
«Non venite a dire che è il nostro Almodóvar. Ve lo vedete Pedro farsi raccomandare in tv da José María Aznar?».
Maschio
Che volgarità. «I pochi rimasti sono tutti occupati, peggio dei bagni dell’Eurostar».
Nanni
«Ha esaurito la vena». «Se è per questo ha esaurito anche gli angoli di Monteverde per farci i set».
Napoli
«È entrata nel catalogo Avventure nel mondo».
Ospitata
Centellinare. La sovraesposizione televisiva alla lunga danneggia, deforma il senso della realtà. Evitare il gettone, fa molto Sgarbi. Fatevi però garantire l’autista e la trasferta.
Otto e Mezzo
«È meglio di una laurea honoris causa».
Outing
Fatelo. Ne ricaverete immediato successo. Ma poi, da novelli Efestioni quali sarete, non saprete più come levarvi di torno Alessandro Cecchi Paone.
Performativo/a
Un gran complimento da spendere dopo la performance erotica. Dopo, solo dopo, scambiatevi le play list. La migliore resta quella di Rocco Siffredi.
Porta a Porta
«Vuoi mettere andare da Daria a fare gnao gnao?».
Preservativo
«Se se ne parla già in Vaticano vuol dire che è proprio finita».
Radio, Maria
«È l’house organ delle ex femministe, ormai».
Roma Nord
È solo una zona di Roma infestata di Smart.
Rubrica
«A cena c’era una tipa che tiene la rubrica su Raisat, altro che fischi». Si cerca la nuova Maureen Drowd.
Santi
Saint-Tropez, St Barth, San Remo, San Francisco, Saint Vincent, Santa Maria Capua Vetere, Sankt Moritz, San Vito lo Capo… Ora pro nobis.
Satira
Concetto apodittico: «È il futuro della politica». «Daniele Luttazzi è l’unico che non torna in Rai».
Scientology
«Sono una specie di Testimoni di Geova danarosi». «Almeno non vengono a bussare alla porta la domenica mattina».
Sky
«Guardo solo Sky». «Forse i porno non solo all’altezza, ma l’informazione è eccellente».
TG5
Sigla glamour, conduttori glamour, direttore che più glamour non si può. Notizie così così. Meno male che c’è Bambi.
Velo, islamico
«Un simbolo di sottomissione. Anche Rula lo dice».
VIP
«Quelli con la V sono gli inquisiti, quelli con la W come Woodcock sono gli inquisitori».
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