Sogni d’oro

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Michele Apicella e Gigio Cimino

Sogni D’Oro (1981) di e con Nanni Moretti. L’immagine qui sopra è tratta da una vecchia registrazione del film passato su Rai1.

Il film si apre con Michele Apicella, giovane registra emergente, che partecipa ad una serie di dibattiti sui suoi film. Nel suo girovagare capita anche in una sala cinematografica, dove ha una breve discussione con il proprietario:

– Io il suo film non l’ho mai voluto proiettare, non mi ha mai convinto. Certo, oggi è pieno… grazie, dieci film tremila lire. Ma io a lei l’ho capita, lei non è abbastanza centrale. Bisogna fare film per tutto il pubblico. Io me li scelgo i film, la Domenica c’è sempre il pieno.
— Io allora le do il mio numero di telefono. Fra un anno o due, quando lei fallirà, mi chiami che le devo dire una cosa.

Finalmente, dopo tre anni di inattività, Michele sta lavorando ad un nuovo film che racconta di Freud che vive con la vecchia madre. Ma il regista non è sereno, ha degli incubi che lo perseguitano. Sogna di essere un annoiato professore di letteratura, con degli studenti svogliati ed ossessionato da una delle sue alunne, Silvia, interpretata da una giovanissima Laura Morante.

Il film si sviluppa quindi su tre piani che andranno intrecciandosi sempre più con il proseguire del film, sino al finale sorprendente. Credo che Moretti in questo film abbia voluto descrivere in tre modi differenti la paura di non essere compresi, di essere esclusi.

Primo viene il disagio dell’autore, e più in generale dell’artista, dal venire omologato ai suoi colleghi e di essere travisato nelle intenzioni: “Questo film non è rappresentativo dei giovani”, gli rimprovera il solito contestatore che segue Michele in tutti i dibattiti.

Poi il conflitto con i genitori, già presente nel precedente Ecce Bombo, raccontato sia nel film dentro il film di Freud sia nelle scene dove sono protagonisti Michele e la madre.

Infine il tema dei rapporti difficili con le donne, svolto nella dimensione onirica, con l’inconsistente storia d’amore tra Michele e Silvia. “Ai personaggi femminili non so cosa fargli dire”, si cruccia Moretti mentre sta lavorando alla sua sceneggiatura.

Un film cupo, a tratti divertente, tra i più interessanti dell’opera morettiana.

Posted on Oct 17, 2006 · Filed under Musica

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