Lo street drinking minaccia l’occidente
No commentsSul Giornale di Vicenza di ieri c’è un articolo di Nicola Rezzara sul fenomeno giovanile dello street driking, cioè l’abitudine sempre più diffusa di passare le serate fuori dai locali a bere alcolici.
Quando un fenomeno, specialmente se giovanile, viene decodificato in molti casi occorre aspettarsi delle reazioni poco piacevoli. Per “decodifica” intendo quella prassi seguita dai media di raccontare ed enfatizzare un fenomeno di costume distorcendone e semplificandone alcuni aspetti, facendolo infine sembrare tutt’altra cosa. E successo praticamente con qualsiasi forma di svago giovanile: dalle discoteche ai giochi di ruolo, dai cartoni animati giapponesi ai videogiochi.
Ora è il turno dello street drinking il quale, almeno in centro a Vicenza, si ripete ormai da anni ma solo di recente è stato decodificato. E puntuali sono arrivati i provvedimenti repressivi. Pensate stia esagerando? Leggete cosa racconta Enzo Bacchion, il coordinatore del progetto Market Shop contro l’abuso di alcolici da parte dei giovani:
Di per sé [lo street driking] non è un comportamento negativo, ma può portare a problemi di ordine pubblico per gli schiamazzi e perché in gruppo i ragazzi attirano gli spacciatori» spiega Bacchion, che però non approva le contromisure di Padova, Schio e Valdagno. «A Padova - continua - hanno spostato i chioschi fuori città, ma non ci sono servizi e controlli. A Valdagno hanno chiuso i bar, riuscendo solo a punire i baristi, mentre a Schio vogliono porre un tetto al numero di clienti con una misura inapplicabile».
In grassetto ho evidenziato le contromisure demenziali che i sindaci dei vari comuni del vicentino hanno deciso di attuare per arginare il problema. Già perché alla fine il fatto che nel fine settimana cinquanta, cento ragazzi si radunino fuori dai bar è percepito come un problema. Troppo rumore, troppa vita, non si è più abituati a tanta allegria.
Fortunatamente a Vicenza anche quest’anno gli aficionado dello Spritz l’hanno fatta franca. Speriamo che duri.
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